La famiglia Isakovic – Ebrei internati a Mezzani

Percorsi extraurbani / Lungo il Po, tra guerra e Resistenza da Casale di Mezzani a Sacca di Colorno

La famiglia Isakovic – Ebrei internati a Mezzani

La famiglia Isakovic, composta da Jacob, commerciante nato a Belgrado il 7 giugno 1899, la moglie Rachele Scioamovic, nata a Niš l’8 settembre 1913, e il figlio Josif, nato a Belgrado il 10 marzo 1937, giunse a Mezzano Inferiore in qualità di “confinati liberi” nel 1941. Con loro altri sette ebrei jugoslavi, i quali trovarono in paese in molti casi solidarietà e aiuto, com’è testimoniato da numerosi fonti, in particolar modo dai membri della comunità evangelica locale.

Gli Isakovic erano qui giunti dopo una serie di peregrinazioni: sfuggiti alle truppe tedesche si erano rifugiati in Albania dove erano stati arrestati dagli italiani e confinati prima nel campo di transito di Kavaja e poi nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia (Cosenza).

Dopo circa due anni di internamento libero, il 30 settembre 1943 la famiglia fu nuovamente arrestata e avviata verso il sistema concentrazionario. Dapprima divisi – Rachele e Josif nel campo di concentramento di Monticelli Terme, Jacob in quello di Scipione (Salsomaggiore) – poterono riunirsi brevemente nel marzo del 1944 nel campo di Fossoli e infine deportati, il 5 aprile 1944, verso Auschwitz da dove non fecero più ritorno.

L’11 gennaio 2020 in memoria della famiglia Isakovic sono state poste tre pietre d’inciampo in via Castello 14, Mezzano Inferiore.


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