Guerra e Resistenza a Faenza

Come hanno scritto Casadio e Valli: «I numerosi cimiteri di guerra alleati sparsi in molte località della Romagna ed il grande cimitero tedesco al passo della Futa stanno a dimostrare l’asprezza dei combattimenti. Anche fra i civili ci furono molte vittime sia per i bombardamenti aerei che per il coinvolgimento nei combattimenti terrestri1».

Le relazioni comunali, scritte all’indomani della Liberazione, tratteggiano una situazione disastrosa, sotto diversi punti di vista. Esemplare la situazioni abitativa: «La città, dal maggio decorso, fu sottoposta a continui, violenti bombardamenti (90 incursioni). I cannoneggiamenti per la presa della città aggravarono i danni già grandi ai fabbricati urbani che si possono valutare: 35% case distrutte, 25% case gravemente danneggiate, 20% case parzialmente danneggiate2» Con danni ancora peggiori nelle zone rurali dove si svolsero i combattimenti3. Simile è la situazione economica: tutti i settori produttivi sono incapaci di riprendere l’attività a causa dei numerosi danni che hanno piegato la città durante gli scontri.

1Enzo Casadio e Massimo Valli, La battaglia di Faenza. Immagini e vicende di guerra tra il 1944 e il 1945, Bacchilega Editore, Imola 2004, p. 10
2Archivio di Stato di Ravenna - sezione di Faenza. Carteggio Comune di Faenza 1945 - busta 16 -Cartella relazione sulla situazione del comune al 15 gennaio 1945
3Archivio di Stato di Ravenna - sezione di Faenza. Carteggio Comune di Faenza 1945 - busta 17 - relazione sui danni di guerra sofferti dalla città di Faenza del 30 maggio 1945 redatta da ufficio tecnico comunale

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