pianura

La Resistenza in pianura

Monticelli d’Ongina (PC)

Nel marzo 1944, anche in pianura gruppi di antifascisti si organizzano per contribuire alla lotta di liberazione, formando le prime Squadre d’Azione Patriottica (SAP). Inizialmente, i sapisti - spesso attivisti del PCI clandestino e socialisti - compiono soprattutto “azioni in bianco”: raccolta e diffusione delle informazioni belliche, coordinamento della rete di comunicazioni tra le Brigate e i Comandi, propaganda antifascista, reclutamento di patrioti da indirizzare nelle diverse vallate. Attorno a Dario Bianchera e a Enrico Cademartiri, si radunano numerosi resistenti, protetti dalle boschine di Po, nelle cascine dei pescatori, con l’obiettivo di contendere il controllo del territorio tra la via Emilia e il fiume ai nazifascisti. Il coordinamento di pianura riguarda inizialmente tre zone: la prima, con al centro Monticelli e Castelvetro, va da Piacenza al ponte di Cremona, la seconda da Piacenza a Castel San Giovanni, la terza interessa l’Oltrepò.

Dal giugno 1944, le SAP compiono con successo le prime azioni militari e su invito del CLN si strutturano in squadre regolari, comandate da Dario Bianchera. Le pattuglie sapiste, in cui militano tanti giovani e antifascisti dei paesi rivieraschi, disarmano i soldati nazifascisti lungo la via Emilia e mandano i bottini di guerra (automezzi, armi, munizioni, vestiario, viveri) alle formazioni in montagna, compiono attacchi ai Presidi della RSI nell'Oltrepò e azioni di sabotaggio ai ponti e alle linee di comunicazione verso Bologna e la Lombardia, attaccando i traghetti sul Po. Combattenti delle SAP della bassa devono fare i conti con le rappresaglie del comando tedesco in zona, situato a La Villa di San Pedretto, e gli interrogatori delle SS italiane nella famigerata Villa delle torture di San Giuliano. A Monticelli si era formata anche una squadra volante, la “Ursus”, composta da antifascisti cattolici, tra cui Felice Fortunato Ziliani. In seguito alla pressione nazifascista, molti sapisti devono dirigersi in montagna, andando ad ingrossare le Brigate esistenti e, a volte, costituendo formazioni SAP affiliate. In Val d’Arda, in particolare, le due Brigate - 38ª Garibaldi “Vladimiro Bersani” e 62ª “Luigi Evangelista” - mantengono per tutto il periodo della Resistenza un forte legame con le SAP della zona e insieme compiono azioni di sabotaggio, come quelle al Ponte del Bagarotto a Roncaglia. Alla fine di novembre, in azione combinata con patrioti locali e partigiani della 38ª viene fatto saltare il ponte ferroviario in località Due Ponti sulla linea Cremona-Parma. La notizia verrà trasmessa da Radio Londra e da Radio Mosca. Questa la motivazione della medaglia di bronzo al valore militare al paese di Monticelli: "dopo l'8 settembre 1943, la guerriglia aperta e in interrotta al nazi-fascismo trovò solidale consenso nel popolo di Monticelli d'Ongina,sia nella generosa assistenza prestata ai militari inglesi fuggiti dai campi di concentramento, sia nella partecipazione alla lotta con la formazioni partigiane. I rastrellamenti, gli arresti, i saccheggi, le deportazioni naziste non valsero a frenare l'azione continua di sostegno dei generosi cittadini del popoloso centro fino alla liberazione".


Galleria fotografica

POI percorso Tutti i punti del percorso

  1. Portomaggiore (FE)
  2. Argenta (FE)
  3. Fosdondo (RE), 15 aprile 1945
  4. Villa Gavassa (RE), 15 settembre 1943
  5. Villa Cavazzoli (RE), 12 maggio 1944
  6. Pratofontana (RE), 11 agosto 1944
  7. Sant'Ilario (RE), 16 dicembre 1944
  8. Brescello (RE), 13 aprile 1945
  9. I Martiri del Senio a Lugo (RA)
  10. La strage del ponte Felisio a Solarolo (RA)
  11. Reggiolo (RE), 17 settembre 1944 e 14-17 aprile 1945
  12. Villa Sesso (RE), 17-21 dicembre 1944
  13. Villa Cadè - Ponte Cantone (RE), 9-14 febbraio 1945
  14. Cadelbosco Sopra (RE), 28 febbraio 1945
  15. Gonzaga (MN), 19 dicembre 1944
  16. Fabbrico (RE), 27 febbraio 1945
  17. Casa Cervi a Gattatico (RE), settembre-novembre 1943
  18. San Martino in Rio (RE), novembre 1943, poi marzo-aprile 1945
  19. Canolo di Correggio (RE), giugno 1944, dicembre 1944, aprile 1945
  20. Il grande monumento alla Resistenza ad Alfonsine (RA)
  21. Anzola dell’Emilia e San Giovanni in Persiceto (BO)
  22. Mirandola, Via 5 Martiri (MO)
  23. La Baracca di Roncarolo, Caorso (PC)
  24. San Secondo Parmense (PR)
  25. Argelato (BO)
  26. La battaglia di Rovereto sul Secchia (MO)
  27. Ponte Ruffio (FC)
  28. La Borghesa di Rottofreno (PC)
  29. Medicina (BO)
  30. I ragazzi ebrei di Villa Emma di Nonantola (MO)
  31. Fiorenzuola d’Arda (PC)
  32. Altedo di Malalbergo (BO)
  33. Lo scambio di prigionieri di Limidi di Soliera (MO)
  34. Monticelli d’Ongina (PC)
  35. Fusignano (RA), gli scontri del Palazzone
  36. Museo della Battaglia del Senio ad Alfonsine (RA)
  37. Cotignola Città dei Giusti (RA): una solidarietà che resiste alla guerra
  38. Martorano (FC)
  39. Soragna (PR)
  40. Mezzani (PR)
  41. Bagnile e San Giorgio (FC)