Piacenza dall'oppressione alla Liberazione

Dall'8 settembre 1943 al 28 aprile 1945, quando viene liberata dai partigiani con l'ausilio degli Alleati sopraggiunti dal parmense, Piacenza è sottoposta a condizioni belliche particolarmente dure, a causa della sua posizione strategica all'incrocio delle principali vie di comunicazione dietro alla linea del fronte. Pesano sulla popolazione le misure dell'occupazione tedesca, le restrizioni imposte dalla Repubblica Sociale Italiana (RSI) e gli effetti della guerra civile, oltre che i continui bombardamenti.

ResistenzamAPPe Piacenza propone tre percorsi sui luoghi più significativi del periodo, che consentono di associare le emergenze architettoniche agli eventi storici che si sono svolti anche nel resto del territorio provinciale, quello collinare e montano, che ha visto la formazione e lo sviluppo del movimento partigiano.

I primi due - L’occupazione tedesca a Piacenza e La Repubblica Sociale Italiana a Piacenza - si possono percorrere agevolmente a piedi entro il perimetro delle antiche mura cittadine; per il terzo, La città in guerra (1943-1945): vita quotidiana, cospirazione e Resistenza, che si snoda lungo le ciclabili urbane, è consigliato l'uso della bicicletta o di un mezzo motorizzato.

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Crediti

Resistenza mAPPe Piacenza, a cura di Carla Antonini

Coordinamento: Luisa Cigognetti

 

Si ringraziano per i contributi nei rispettivi settori di competenza: Fabrizio Achilli, Claudio Maccagni, Eugenio Gazzola, Ippolito Negri

Fonti iconografiche:  Archivio fotografico Maurizio Cavalloni, Raccolta Manifesti di Cristiano Maggi, Archivio fotografico e documentale Fondo Resistenza dell'Isrec di Piacenza, Archivio di Stato di Piacenza


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