pianura

La Resistenza in pianura

Fusignano (RA), gli scontri del Palazzone

Uno dei primi e principali scontri armati di pianura nella Bassa Romagna si ebbe all'alba del 23 aprile 1944 intorno ad alcune case coloniche, usate all'epoca come basi partigiane, nella campagna tra Fusignano e Alfonsine, nota come fondo San Tommaso.

Quell'ambiente coltivato “a larga” compreso tra il Canale di Fusignano e lo Scolo Arginello appariva infatti un luogo sicuro ove far riparare i primi nuclei di partigiani che di notte attentavano alle colonne di automezzi tedeschi in transito sulla Statale 16 Adriatica.

Alcune iniziative precedenti organizzate durante le prime “giornate Gap” - momenti simultanei di sabotaggio promossi in ambito provinciale per intimidire gli occupanti – finirono per essere notati dai fascisti locali che individuarono le case di latitanza usate dai partigiani.

Così quando la sera del 22 aprile un gruppetto di prigionieri russi intenzionati a disertare fu accompagnato dai partigiani al podere Palazzone, partì una delazione che da Ravenna mobilitò verso la località Fiumazzo un vasto rastrellamento da parte di un centinaio di soldati tedeschi e alcune decine di fascisti, armati con mitragliatrici e mortai, che alle 5 del mattino circondarono le case del podere Palazzone.

Partigiani e coloni, assediati e minacciati dal fuoco appiccato ai fienili, si difesero con le poche armi leggere per diverse ore; poi in tarda mattinata dovettero soccombere, lasciando sul terreno otto caduti. Il caposquadra Aurelio Tarroni, arrestato con alcuni documenti compromettenti indosso, fu a lungo torturato sul posto senza esito. Stremato e oramai incosciente fu trasportato a Ravenna insieme al colono Ettore Zalambani e allo slavo Reper Janez per essere fucilati poco dopo presso le mura del cimitero.

Alla sua eroica memoria fu concessa la Medaglia d'Argento al V.M e intitolato il Distaccamento partigiano locale che dopo pochi mesi sarebbe entrato a far parte della 28° Brigata Gap di Ravenna.

Dopo l'eccidio, che in tutto costò 11 vittime fra i resistenti, le due fattorie coinvolte furono saccheggiate di ogni bene e date alle fiamme dai fascisti, insieme alle stalle ed a tutte le vigne del campo.


Galleria fotografica

POI percorso Tutti i punti del percorso

  1. Portomaggiore (FE)
  2. Argenta (FE)
  3. Fosdondo (RE), 15 aprile 1945
  4. Villa Gavassa (RE), 15 settembre 1943
  5. Villa Cavazzoli (RE), 12 maggio 1944
  6. Pratofontana (RE), 11 agosto 1944
  7. Sant'Ilario (RE), 16 dicembre 1944
  8. Brescello (RE), 13 aprile 1945
  9. I Martiri del Senio a Lugo (RA)
  10. La strage del ponte Felisio a Solarolo (RA)
  11. Reggiolo (RE), 17 settembre 1944 e 14-17 aprile 1945
  12. Villa Sesso (RE), 17-21 dicembre 1944
  13. Villa Cadè - Ponte Cantone (RE), 9-14 febbraio 1945
  14. Cadelbosco Sopra (RE), 28 febbraio 1945
  15. Gonzaga (MN), 19 dicembre 1944
  16. Fabbrico (RE), 27 febbraio 1945
  17. Casa Cervi a Gattatico (RE), settembre-novembre 1943
  18. San Martino in Rio (RE), novembre 1943, poi marzo-aprile 1945
  19. Canolo di Correggio (RE), giugno 1944, dicembre 1944, aprile 1945
  20. Il grande monumento alla Resistenza ad Alfonsine (RA)
  21. Anzola dell’Emilia e San Giovanni in Persiceto (BO)
  22. Mirandola, Via 5 Martiri (MO)
  23. La Baracca di Roncarolo, Caorso (PC)
  24. San Secondo Parmense (PR)
  25. Argelato (BO)
  26. La battaglia di Rovereto sul Secchia (MO)
  27. Ponte Ruffio (FC)
  28. La Borghesa di Rottofreno (PC)
  29. Medicina (BO)
  30. I ragazzi ebrei di Villa Emma di Nonantola (MO)
  31. Fiorenzuola d’Arda (PC)
  32. Altedo di Malalbergo (BO)
  33. Lo scambio di prigionieri di Limidi di Soliera (MO)
  34. Monticelli d’Ongina (PC)
  35. Fusignano (RA), gli scontri del Palazzone
  36. Museo della Battaglia del Senio ad Alfonsine (RA)
  37. Cotignola Città dei Giusti (RA): una solidarietà che resiste alla guerra
  38. Martorano (FC)
  39. Soragna (PR)
  40. Mezzani (PR)
  41. Bagnile e San Giorgio (FC)