I luoghi della presenza ebraica: tra integrazione e persecuzione

Forlì / I luoghi della presenza ebraica: tra integrazione e persecuzione

Pellicceria Matatia - Piazza Saffi 3

La presenza ebraica a Forlì, tra la fine del XIX sec e l’inizio del XX secolo, è caratterizzata da una certa vivacità economica e sociale con l’apertura di nuove attività commerciali ad opera di famiglie ebraiche, italiane e straniere, che ben si integrano nel tessuto cittadino.

All’attuale civico n. 3 di Piazza Saffi si trovava la “Pellicceria Matatia di Nissim e Leone Matatia” originari di Corfù e giunti in Italia nel 1920.

La famiglia Matatia era ben integrata in città ed in contatto con importanti esponenti del regime fascista, sia in quanto “pellicciai del regime” sia in quanto vicini di casa, con la villa acquistata nel 1930 a Riccione, dello stesso Mussolini.

Con l’emanazione delle leggi razziali la vita dei Matatia cambiò radicalmente, fino ad un tragico epilogo: forti pressioni per la vendita della villa, espulsione dalle scuole, fuga di Leone in Svizzera, arresto prima di Nissim e del figlio Roberto a Bologna (novembre ‘43), e poi della moglie Matilde Hakim e degli altri figli Beniamino e Camelia a Savignano sul Panaro, loro ultimo rifugio. Nissim e Roberto, trasferiti a Verona e poi a Milano, viaggiarono verso Auschwitz con il convoglio del 6.12.1943; Matilde, Camelia e Beniamino, detenuti prima a Forlì (Ex Albergo Commercio), e poi a Milano, con il convoglio del 30.01.1944. L’unico superstite fu Beniamino, il quale, tuttavia, morì poco dopo la liberazione del campo di Auschwitz.   


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