Il Comune

Cesena / Cesena - La persecuzione degli ebrei

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Come in ogni comune italiano, anche a Cesena il 22 agosto 1938 furono compilati i fogli di censimento per le famiglie ebree residenti, e dalla rilevazione ne risultarono 12.
Conosciuto il numero degli ebrei nel regno, il governo fascista preparò i Provvedimenti per la difesa della razza (17/11/1938), inaugurando la stagione della persecuzione dei loro diritti.
In Comune, come impiegato dell’ufficio leva, lavorava Araldo Dellamore (Cesena, 25/5/1906), fascista «antemarcia»: considerato di razza ebraica nonostante che fosse battezzato (poiché figlio di Emma Jacchia, ebrea), egli fu licenziato il 31/1/1939.
Dalla persecuzione dei diritti a quella delle vite il passo fu breve: quando, dopo l’8 settembre ’43, i tedeschi occuparono larga parte del territorio nazionale, trovarono pronti nelle anagrafi comunali gli strumenti per l’individuazione degli ebrei e avviarli, con l’aiuto dei saloini, al concentramento e allo sterminio.
Fortunatamente ci fu chi ebbe il coraggio di opporsi: Chino Bellagamba (Cesena, 1908), anche lui impiegato dell’ufficio leva, fornì (o almeno di questo lo sospettarono i fascisti) i documenti falsi ai Brumer, e per questo egli venne arrestato nello stesso giorno (10/8/1944) e dalla medesima “banda Garaffoni” che catturò gli ebrei e, come loro, ucciso in una delle tre stragi dell’aeroporto di Forlì il 25/9/1944.


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