Venti mesi ribelli. Resistenza a Bologna

Bologna / Venti mesi ribelli. Resistenza a Bologna

Via Zamboni 33 – Battaglia dell’Università

Sono le due del pomeriggio del 20 ottobre 1944 quando 200 militi della Guardia Nazionale Repubblicana accerchiano la sede centrale dell’Università. Irrompono dall’ingresso di Via Zamboni verso il cortile interno del rettorato e dall’entrata laterale di Via San Giacomo e penetrano nell’Istituto di geografia, base cittadina dell’8ª brigata Giustizia e libertà.

Comincia un duro scontro a fuoco con i partigiani presenti: alcuni riescono ad allontanarsi utilizzando un cunicolo che porta al vicino Istituto di Chimica, altri sei restano intrappolati. Questi ultimi cercano di resistere sparando dai tetti con i loro fucili, ma il tiro delle mitragliatrici avversarie ne ferisce immediatamente tre. Esaurite le munizioni, i sei sono catturati dopo un’ora di combattimento, percossi con i calci dei fucili e finiti a raffiche di mitra e colpi di pistola alla nuca.

I cadaveri di Mario Bastia (comandante della brigata), Ezio Giaccone, i fratelli Leo e Luciano Pizzigotti, Stelio Ronzani e Antonino Scaravilli restano fino al giorno dopo nel cortile del rettorato, a ridosso del muro esterno dell’Aula Magna.

All’interno del Rettorato, al civico 33 di Via Zamboni, percorrendo il corridoio che porta all'uscita di via San Giacomo, si può vedere la lapide a ricordo dei caduti della battaglia dell’Università.


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