Mensa sociale del convitto Maria Luigia, Borgo Lalatta 14

Parma / Parma in guerra

Mensa sociale del convitto Maria Luigia, Borgo Lalatta 14

Uno dei maggiori problemi legati alla guerra era quello alimentare.

Formalmente esistevano le tessere annonarie, che potevano essere ritirate agli uffici allocati in Via Carducci e garantivano razioni, seppur minime, di cibo; tuttavia il commercio in nero dei viveri era all’ordine del giorno. Per tentare di risolvere almeno parzialmente il problema, a partire dalla primavera del 1944 il Dopolavoro provinciale istituì alcune mense “sociali”. Una di queste, la cosiddetta “mensa dell’impiegato”, fu organizzata all’interno del Convitto nazionale “Maria Luigia”.

Il refettorio offriva, a impiegati e dipendenti statali, un pasto al prezzo fisso di 13 lire: i commensali avevano diritto a un piatto di minestra, a un secondo con contorno, alla frutta o a una razione di marmellata, se disponibile.

Al sussidio giornaliero erano ammessi anche i sinistrati più poveri: a questi, che dovevano presentare stato di famiglia, certificato di sinistro e di povertà rilasciati dal Comune, venivano offerti pasti dalle 3 alle 8 lire. Un secondo refettorio, la “mensa B” aperta a tutta la popolazione e non ai soli impiegati pubblici, fu poi realizzato in Oltretorrente, nei locali della Casa della Madre e del Fanciullo.


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