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La Resistenza in montagna

Pieve di Rivoschio (FC)

L’importanza di Pieve di Rivoschio nella guerra di Liberazione è testimoniata dalla presenza del Parco della Pace e della Resistenza, che si incontra sulla destra poco prima dell’abitato. L’ingresso è caratterizzato da un loggiato disposto a semicerchio. Nella parte di sinistra una lapide ricorda le vittime del rastrellamento del 20-21 agosto 1944. Proseguendo lungo la strada si raggiunge il piccolo borgo e poco sopra la ex scuola, sede della mostra La Linea Gotica. Da Massa a Pesaro, dal Tirreno all’Adriatico, allestita per iniziativa del Coordinamento provinciale per i luoghi della memoria di Forlì-Cesena.

Nella vicina chiesa una mostra ricorda i religiosi uccisi negli anni 1943-1946. Pieve di Rivoschio fu scelta nel settembre 1943 da un gruppo di ex garibaldini reduci della guerra di Spagna per insediarvi il primo nucleo partigiano del territorio cesenate. Dal giugno 1944, il comando dell’8a brigata Garibaldi si installò a Campofiore, due chilometri fuori Pieve di Rivoschio. L’area fu soggetta a frequenti e lunghi rastrellamenti. Il 17 luglio 1944, ad esempio, militi del IV battaglione della polizia italo-tedesca rastrellarono l’area (reparti dello stesso battaglione il 22 luglio 1944 si resero protagonisti della strage di Tavolicci e il 25 luglio di quella del Carnaio).

A Cigno uccisero 5 partigiani; un altro, Gino Fantini, venne impiccato a Ranchio il 24 luglio. Dal 29 settembre al 2 ottobre 1944 si svolse, sempre nei pressi di Rivoschio, una dura battaglia tra tedeschi e partigiani.  


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