Il fascismo a Ravenna

Ravenna / Il fascismo a Ravenna

Nuova Casa del Littorio – Piazza dei Caduti

A caratterizzare definitivamente quello che sarebbe stato il nuovo Foro della Ravenna fascista negli stessi anni, ma con una vicenda più travagliata, fu la Casa Littoria prevista fin dal 1935, ma realizzata solo fra il 1938 il '39. Negli anni del maggior consenso il Partito fascista ravennate cominciò a ritenere inadeguata la vecchia sede nel Palazzo dell'Orologio, preferendogli una collocazione preminente sul nuovo Foro che si stava delineando, tutto contornato da nuovi edifici pubblici. Un primo progetto redatto dall'architetto siciliano Emanuele Mongiovì nel 1935 risultò inferiore alle aspettative, al confronto con le altre opere del regime in via di costruzione. Solo nel 1938 e '39 prese corpo, in testa alla forma di esedra che la nuova piazza stava assumendo, un nuovo progetto dello stesso Mongiovì, arricchito da un'imponente torre littoria rivestita in travertino ed ornata da un virile bassorilievo sul lato destro che doveva simboleggiare la forza di volontà del regime. Sulle pareti del cortile interno un ampio mosaico in piastrelle policrome disegna una mappa dell'impero fascista, ancora visibile. Nonostante il predominio esercitato da quella torre sulle adunate solenni e sulle simboliche trebbiature organizzate dal regime negli anni dell'autarchia, i soldati tedeschi la fecero saltare alla fine del 1944 al momento di abbandonare Ravenna per non lasciarsi alle spalle, e a beneficio del nemico, alte quote d'osservazione.

La restante parte del palazzo è oggi la sede del Catasto urbano.


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