Il fascismo a Ravenna

Ravenna / Il fascismo a Ravenna

Casa del Mutilato di guerra – Piazza Kennedy

Un'altra zona fatta oggetto di profondi sventramenti e della nuova edilizia monumentale alla fine Anni '30 è la piazza del Mercato, ricavata dall'abbattimento di un antico isolato che allora comprendeva i resti di una chiesa bizantina dedicata a Sant'Agnese, i giardini della famiglia Rasponi Dalle Teste – il cui bellissimo palazzo in angolo è stato appena restaurato – modeste abitazioni private ed una parte del quartiere ebraico. Sul lato nord sorse tra il 1939 e il 1942 il grande istituto di assistenza su progetto dell'architetto Matteo Focaccia che volle una facciata in mattoni rossi a vista e rifiniture in marmo. Le due grandi ali asimmetriche contengono in alto due notevoli bassorilievi in marmo di Umberto Pinzauti, che rappresentano la Gloria e la Fama ai lati della citazione dantesca “Dall'alto scende virtù che m'aiuta”.

Gli ampi spazi all'interno furono tutti dedicati a temi storici ed eroici, realizzati in mosaico, come la nascita dell'impero romano, le medaglie d'oro della provincia di Ravenna e le quattro guerre vittoriose degli italiani: quella d'Indipendenza, le coloniali, la Grande Guerra e l'intervento in Spagna a fianco dei tedeschi.


Altri notevoli edifici pubblici di evidente stile littorio realizzati durante gli Anni '30 nell'ambito della stessa progettualità sono la Caserma Italo Balbo in via Alberoni 14, oggi sede del Comando provinciale Guardia di Finanza, il Dispensario provinciale antitubercolare in via Rocca ai Fossi 20 e la Caserma della Guardia di Finanza Tullio Masi in via Antico Squero 1, in margine alla darsena di porto.