La Resistenza delle Sap nella Bassa parmense orientale

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La Resistenza delle Sap nella Bassa parmense orientale

A partire dalla primavera del 1944, le campagne e i centri abitati della Bassa parmense sono teatro dell’attività resistenziale delle Squadre di Azione Patriottica (Sap) che portano avanti un’opera capillare di propaganda contro gli occupanti nazifascisti, assaltano caserme e presidi tedeschi dislocati sul territorio, rubano armi e munizioni da destinare alla lotta di Liberazione, mettono in atto frequenti sabotaggi alla rete telefonica, alle linee ferroviarie e ai cartelli stradali, nell’intento di appoggiare la lotta armata delle formazioni partigiane che operano in montagna. 

Sebbene tali azioni appaiano talvolta estemporanee e tra loro poco coordinate e non riescano ad innescare un movimento di massa tra le popolazioni civili, esse contribuiscono a minare dall'interno l'efficacia dell'organizzazione nemica, riportando alcuni successi significativi, cui i tedeschi reagiscono con rastrellamenti e cruente rappresaglie ai danni degli abitanti delle campagne. 

Persino nei giorni che precedono la Liberazione, i territori della Bassa parmense sono oggetto di innumerevoli stragi ed eccidi messi in atto dalle truppe tedesche in fuga verso nord, che nell’attraversare disordinatamente gli ultimi chilometri che le separano dal Po per mettersi in salvo dall'avanzata dei carri armati alleati, seminano terrore e distruzione tra le comunità contadine che incontrano sul loro cammino. Una violenza brutale e fine a se stessa che, finanche nella giornata del 25 aprile, lascia dietro di sé una scia di sangue, con numerosi caduti sia tra i partigiani che tra i civili e interi villaggi distrutti.

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