L'oppressione. I luoghi del potere nazifascista

Bologna / L'oppressione. I luoghi del potere nazifascista

Porta Santo Stefano (Sperrzone)

Nell’autunno del 1944 i tedeschi chiusero quasi tutte le vie d’accesso al centro storico di Bologna con una recinzione e reticolati (creando la Sperrzone, la zona chiusa). Gli unici varchi erano collocati alle porte medievali, ma si poteva passare solo dopo accurati controlli eseguiti da pattuglie miste di tedeschi e fascisti.

Si trattava di un espediente per controllare il flusso di persone che entrava e usciva dalla parte più antica della città e anche la più insidiosa, con il suo intrico di portici e vicoli poco illuminati. Il provvedimento creò difficoltà ai profughi della provincia che, abbandonate le case minacciate dalla vicinanza del fronte, cercavano rifugio a Bologna, per la quale secondo alcune voci infondate si era ottenuto lo status «città aperta».


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