Il prezzo della Liberazione. Guerra e resistenza a Ravenna

Ravenna / Il prezzo della Liberazione. Guerra e resistenza a Ravenna

Villa Callegari-Ghigi, sede dei comandi militari alleati e del ricostituito Esercito Italiano. Via Faentina, 9

Questa villa con ampio parco alle porte di Ravenna apparteneva ai titolari di una delle poche aziende industriali di Ravenna, produttrice di materie plastiche e di teloni impermeabili.

Durante il periodo dell'occupazione tedesca aveva ospitato una delle sedi del Comando.

Fin dai primi giorni successivi alla liberazione, intorno al 12 dicembre, avvennero qui le trattative fra i plenipotenziari dell'VIII Armata britannica e i vertici del movimento partigiano ravennate.

Dopo prolungate trattative si decise di chiudere l'esperienza della 28a Brigata GAP, la stagione della guerriglia, per ricostruire una nuova formazione che sarà la 28a Brigata Garibaldi “Mario Gordini” con 15 compagnie che accolgono militanti di tutti i partiti antifascisti.

La nuova formazione conterà su un organico di circa 612 volontari, equipaggiati ed armati al pari delle fanterie alleate; sarà formalmente riconosciuta, disporrà in via permanente di un Ufficiale di Collegamento ed avrà un incarico di responsabilità al fronte. Dal 16 dicembre passerà agli ordini della 9a Brigata Corazzata britannica e dal 19 febbraio 1945 alle dipendenze del Gruppo di Combattimento “Cremona”, il cui comandante, generale Clemente Primieri, risiederà per alcuni mesi proprio a Villa Ghigi.


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