Vita quotidiana, cospirazione e Resistenza

Piacenza / Vita quotidiana, cospirazione e Resistenza

Collegio Morigi, Via Taverna 37 – I partigiani stranieri per la liberazione di Piacenza

Al Collegio Morigi di Via Taverna (nell'immagine), così come alla Villa del Collegio Alberoni di Veano, al castello di Rezzanello, a quello di Montalto e a Cortemaggiore, erano stati allestiti dei campi di prigionia dai quali dopo l'8 settembre i militari stranieri presero a fuggire, allo scopo di rientrare nel proprio reparto oppure in patria attraverso la Svizzera, aiutati dalla popolazione spontaneamente o da gruppi organizzati, come la già ricordata famiglia Baio.

Alcuni ex prigionieri preferirono invece unirsi ai partigiani e combattere per la nostra Resistenza, ricoprendovi anche ruoli importanti, come lo "Slavo" (Giovanni Grcavaz) comandante in val d'Arda, il "Montenegrino" (Milih Dusan), comandante in val Nure, dove combattè anche il capitano degli alpini scozzesi "Mack" (Archibald Mackenzie), fuggito da Veano con il compagno "Ganna" (Freshen Gregg). 193 furono i partigiani di una delle tante repubbliche sovietiche, ex prigionieri o disertori della Wehrmacht, inquadrati nelle tre Divisioni partigiane piacentine e 33 i caduti stranieri nati in Francia, Gran Bretagna, Jugoslavia, Germania e Unione Sovietica.


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