La cancellazione. La persecuzione antiebraica

Parma / La cancellazione. La persecuzione antiebraica

Casa Camerini - Borgo delle Colonne 30

Qui abitava la settantenne Orsola Amar, vedova del rabbino Donato Camerini, insieme ai figli Emanuele, Enrico, Gemma, Giacomo, Letizia e Ulda. L’anziana madre e le due figlie Gemma e Letizia riuscirono a evitare la deportazione in Germania. Orsola dopo essere stata prima arrestata, poi liberata perché ultrasettantenne, si allontanò da Parma e rimase nascosta fino al termine del conflitto. Gemma, malata, fu ricoverata presso l’ospedale Maggiore di Parma. Trascorse il resto della guerra convalescente e strettamente sorvegliata dalla Questura. Morì poco dopo la Liberazione.

Letizia, anch’essa gravemente malata, fu ricoverata prima all’ospedale Maggiore, poi, sotto falso nome, presso l’Istituto del Buon Pastore a Parma, sotto il falso nome di Maria Fulgenzi, aiutata dalla crocerossina Luisa Minardi (Giusta delle nazioni). Letizia morì nel febbraio 1945.

I fratelli Emanuele ed Enrico abbandonarono la città insieme al cognato Enrico Della Pergola (marito della sorella Emilia), rabbino di Parma. Quest’ultimo riuscì a raggiungere la Svizzera, mentre i due Camerini si nascosero probabilmente in provincia di Como.

Orsola, Gemma, Letizia, Ulda, Emilia e i suoi due figli, Donato e Davide Della Pergola, furono arrestati da un nucleo di fascisti nei pressi di Reno di Tizzano Val Parma, mentre tentavano di rifugiarsi sui monti. Ricondotti in città vennero rinchiusi prima nel campo di concentramento di Monticelli Terme, poi trasferiti in quello di Fossoli e infine ad Auschwitz, da dove non fecero ritorno.


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