I luoghi dell’architettura fascista

Forlì / I luoghi dell’architettura fascista

Deposito autocorriere S.I.T.A. - Piazza G. Savonarola 6

Per promuovere i collegamenti interregionali, la Società Italiana Trasporti Automobilistici (S.I.T.A.), che apparteneva al gruppo FIAT, consolidò nel 1935 la sua permanenza in città con la costruzione di una grande autorimessa.

L’edificio di natura industriale venne affidato al geom. Alberto Flamigni, e fu realizzato in cotto con un basamento in travertino.

La caratteristica e funzionale finestratura continua venne sottolineata da davanzali e architravi in cemento trattato a finto travertino. La palazzina d’ingresso, che emerge di un piano rispetto al resto ripete la concezione formale del tipico edificio industriale a ponte articolato su due piani. Le due torri angolari stondate trovano riferimenti a soluzioni architettoniche adottate a Bolzano e a Roma da Marcello Piacentini.

Il 2 agosto 1944 fu oggetto di una audace azione di sabotaggio dei Gap forlivesi, come si evince da un documento della Questura: “verso le ore 21,30, un gruppo di circa 10 persone armate si presentarono alla rimessa della SITA in viale Crispi e dopo aver immobilizzato il custode e tagliati i fili  del telegrafo danneggiavano una decina di automezzi con colpi di martello rendendoli momentaneamente inservibili. I predetti, che si ritengono appartenenti a banda di ribelli, compiuto tale atto di sabotaggio si sono allontanati per ignota destinazione”.

L’azione doveva impedire la deportazione in Germania dei prigionieri politici ed ebrei.


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