Corrado Saralvo

Cesena / Cesena - La persecuzione degli ebrei

Corrado Saralvo

Penultimo dei cinque figli di Davide e Eufrosina Senigaglia, nacque il 2 aprile 1894 in piazza Vittorio Emanuele (oggi del Popolo), dove il padre, negoziante, si era trasferito da Lugo a pochi mesi di distanza dal fratello Samuele.
Dopo gli studi secondari si iscrisse al Politecnico di Torino e poi, dopo la partecipazione alla Grande guerra, a quello di Milano, dove si laureò in ingegneria. Dopo una specializzazione all’estero, si stabilì definitivamente a Milano, lavorando nel campo della siderurgia nazionale (fu direttore generale della Breda acciai). Sposò Elena Segre (Torino, 26 ottobre 1904), figlia di Salvatore e Itala Foà.
Dopo l’8 settembre 1943 iniziò una fortunosa vita clandestina fra la città e le formazioni partigiane nel Bergamasco, che si concluse con l’arresto il 14 settembre 1944 .
Detenuto dapprima nel carcere di Milano, fu deportato a Bolzano il 20 settembre 1944, e da lì, con il convoglio n.18, il 24 ottobre dello stesso anno, verso Auschwitz.
A differenza della moglie Corrado Saralvo scampò alla morte e fu liberato dai russi il 27 gennaio 1945. Dopo una lunga odissea, che ha raccontato in un libro, rientrò in Patria nell’ottobre del 1945, e riprese la propria professione a Milano, dove risiedette fino agli anni Sessanta, quando si trasferì a Sanremo fino alla morte (8 agosto 1983).
Riposa nel cimitero ebraico di Lugo di Romagna.


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