La resistenza a Reggio Emilia tra città e periferia

 

L'itinerario storico (ma anche naturalistico) proposto parte dall'abitazione di un dirigente della Resistenza reggiana (avv. Vittorio Pellizzi), per toccare poi un luogo "popolare", una fiaschetteria, e ancora luoghi di riunione del Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale (CLNP), la casa di Dorina Storchi, partigiana, e di Giovanni Ganassi (IMI) ubicati in città, per concludersi a Cavazzoli al cippo dei caduti partigiani in Via Rinaldi, località Castello-Sbarra.

L'itinerario tocca diversi luoghi cittadini ed extraurbani che raccontano pezzi importanti della storia della resistenza reggiana. Luoghi noti e meno noti che racchiudono storie di uomini e donne che hanno contribuito alla costruzione della Repubblica.

Nei venti mesi che separano l’Armistizio (8 settembre 1943) dalla Liberazione (25 aprile 1945), Reggio Emilia è occupata dai tedeschi e inserita nei territori della Repubblica sociale italiana.

La Resistenza è il filo comune che unisce città e campagna.


Crediti

Resistenza mAPPe Reggio Emilia, di Glauco Bertani.

Fonti Iconografiche: Fototeca Biblioteca “Panizzi” Reggio Emilia (foto: Lombardini motori, scioperi 1948 e 1960; Officine Greco); Fondo fotografico Istoreco-Polo Archivistico Comune di Reggio Emilia; Archivi privati di Luciana Torelli e Simona Ganassi Agger; altre foto di Glauco Bertani.

Si ringraziano Laura Gasparini e Monica Leoni (Fototeca Biblioteca Panizzi).