Cascina di Alfio Secchi. Sede partigiana clandestina

Dopo l'8 settembre, con l'occupazione tedesca e la nascita della Repubblica sociale italiana, l'antifascismo parmense cominciò a organizzarsi costruendo una fitta rete clandestina. A Mezzani la costituzione del movimento clandestino venne avviata con l'arrivo, da Parma, di alcuni importanti esponenti del Partito comunista locale, fra cui Adriano Cavestro, Otello Neva “Gardo” ed Eugenio Giandebiaggi “Andrea”. Questo primo gruppo, coadiuvato da antifascisti del posto si pose l'obbiettivo di reclutare nuovi elementi e di compiere le prime azioni di sabotaggio. La sede clandestina del movimento cospirativo divenne la cascina di Alfio Secchi, dove trovarono rifugio alcuni ricercati, tra cui Adriano Cavestro, Otello Neva e Mario Malvisi. Qui ci si riuniva, man mano che il movimento clandestino s'ingrossava, per organizzare la lotta, ma anche per nascondersi dal nemico nazifascista, almeno fino al febbraio 1945, dopo la quale data – a causa dei pesanti rastrellamenti – la maggior parte dei partigiani operanti nella Bassa si trasferì sulle montagne.