L’eccidio di Monticelli Terme e il monumento a Afro Fornia

Alle 5 del mattino del 18 aprile 1944, lungo il muro di cinta del cimitero di Monticelli Terme, un plotone d’esecuzione fascista fucilò i partigiani Afro Fornia, Anteo Donati e Salvatore Carrozza. 

Fornia era nato a Soragna il 15 settembre 1924 e come Anteo Donati, nato a Parma il 2 dicembre 1912, era cresciuto in una famiglia antifascista. Carrozza era invece uno dei tanti militari meridionali bloccati al Nord in seguito ai fatti dell’8 settembre ‘43: calabrese, nato a Taurianova il 2 luglio 1910. Scelta la via dei monti, i tre furono catturati insieme al resto della formazione in cui erano inquadrati, il Distaccamento Griffith, il 15 aprile ‘44, a Montagnana (Calestano), durante una operazione condotta da reparti militari tedeschi. I partigiani catturati furono circa 50: processati a Parma e per la maggior parte condannati a morte. La pena fu però sospesa per quasi tutti, grazie alla protesta di una folla di donne inscenata dinanzi al tribunale. Nei confronti di Fornia, Donati e Carrozza – per ragioni mai chiarite – non giunse mai la sospensione, la condanna fu quindi eseguita: i tre partigiani caddero al grido “L’Italia vivrà!”.

La memoria dei caduti rimase però viva: il comando delle brigate Garibaldi intitolò un distaccamento ad Afro Fornia, ma per difetti di comunicazione il nome cambiò in “Forni”. Il distaccamento, alla fine della Resistenza, divenne una brigata: la 31° Brigata Garibaldi “Forni”, che operò nelle zone sopra Salsomaggiore.

Il 1 maggio 1946 i cittadini di Monticelli Terme vollero ricordare l’eccidio erigendo un monumento ai tre caduti e intitolando la piazza ad Afro Fornia.