La Chiesa Metodista di Mezzani: la comunità evangelica e la solidarietà verso gli ebrei jugoslavi

La presenza della comunità cristiano evangelica è attestata a Mezzani fin dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo, articolata attraverso le funzioni religiose e la gestione di un asilo di infanzia e una scuola elementare. Con l'avvento del fascismo la sua attività fu progressivamente posta sotto sorveglianza fino al 1936, quando i rapporti tra l'Italia fascista e l'Inghilterra – dalla quale la chiesa metodista dipendeva – si incrinarono, con conseguente azione repressiva del regime nei confronti della comunità evangelica mezzanese, tradottasi in un ordine ministeriale che chiudeva la scuola e sospendeva le funzioni religiose. Dopo l'8 settembre 1943 molti giovani evangelici entrarono nelle file partigiane mossi anche dalla voglia di riconquistare la libertà di culto negata dal regime. La comunità evangelica mezzanese si adoperò inoltre nell'aiuto e nell'accoglienza di un gruppo di ebrei serbi che il regime aveva assegnato al “confino libero” nel comune nel 1941. In seguito ai fatti dell’8 settembre gravava su questi ultimi la minaccia di essere deportati nei campi di sterminio da parte dell’esercito d’occupazione tedesco e della neonata Repubblica sociale italiana. Con l’aiuto di cittadini di Mezzani e del movimento clandestino antifascista di Parma alcuni di loro riuscirono a salvarsi, la maggior parte fu però catturata e inviata nei campi di concentramento del Terzo Reich senza fare più ritorno.