Soliera

Soliera e le sue comunità sono fondamentali per lo sviluppo della Resistenza nella Prima zona partigiana modenese. Estesa fino a comprendere Carpi, Novi e Campogalliano, quest’area di pianura genera un movimento partigiano numeroso e combattivo. Il 23 agosto 1944 la 65a Brigata GAP Walter Tabacchi ne riconosce il valore istituendo il Distaccamento Aristide, una formazione che esemplifica il “gappismo all’emiliana”. I nuclei operativi non sono composti da pochi uomini ben addestrati e pronti ad aggredire il nemico in città, ma da squadre capaci di proporre la guerriglia nelle campagne. Non servono solo coraggio e sangue freddo: per sopravvivere e avere la meglio i resistenti devono conoscere il territorio e avere buoni rapporti con la comunità. L’argine del Secchia, i campi e le case rurali diventano il paesaggio di una guerra totale, che segna il territorio con la violenza, ma ridisegna gli equilibri politici e sociali delle comunità attraverso la partecipazione dal basso.

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Crediti

Resistenza mAPPe Soliera a cura di Daniel Degli Esposti – Istituto storico di Modena

Fonti iconografiche: Archivio Panini - Fondazione Fotografia Modena; Biblioteca Poletti - Fondo Tonini; Centro etnografico del Comune di Carpi; Comune di Soliera; Fondo Bandieri - Archivio Panini - Fondazione Fotografia Modena; Fondo Pedrazzi - Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena.


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