Gli Alleati a Ravenna

Ravenna / Gli Alleati a Ravenna

Basilica di S. Apollinare in Classe salvata da Alleati e partigiani Classe. Via Classense

L'esercito tedesco si era sganciato dal fronte di combattimento alla fine di ottobre '44 dopo aver perso Cervia e, rompendo gli argini del Ronco e del Canale del Molino, aveva allagato tutta la piana davanti a Ravenna.

L'antica basilica bizantina di Sant'Apollinare, risalente al VI secolo d.C. si ergeva così maestosa al centro di una vasta zona allagata, con il suo campanile alto 37 metri.
Fin dall'estate reparti tedeschi si erano insediati in canonica e in cima al campanile avevano sistemato un osservatorio, collegato telefonicamente con la città e le batterie contraeree. Il 18 novembre, presagendo l'attacco alleato, i tedeschi avevano minato anche il campanile e gli inglesi avevano deciso di concentrare le loro artiglierie su chiesa e campanile. Fu un intervento accorato del maggiore Wladimir Peniakoff (Popski) ad ottenere un rinvio di 24 ore dell'offensiva, per consentire ad una pattuglia di partigiani del Distaccamento Garavini di neutralizzare i pochi tedeschi rimasti a presidiare la basilica. L'operazione nella notte ebbe esito favorevole e la mattina del 19 novembre gli alleati e i partigiani entrarono nella borgata di Classe liberandola definitivamente.

Ma fino al 4 dicembre i tedeschi da Ravenna lanciarono ancora su quell'obiettivo più di duecento granate che finirono per danneggiare tutta la fiancata nord, l'ingresso e una piccola porzione di mosaico. Sulla vicenda del salvataggio si confrontarono a lungo diverse interpretazioni, per rivendicare l'iniziativa ed i meriti dell'azione, ma complessivamente l'importante monumento sfuggì alle offese della guerra.


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