Ravadese, località Case Vecchie

Gli ultimi giorni prima della Liberazione furono particolarmente drammatici per la popolazione civile della Bassa parmense. Le truppe tedesche in fuga verso nord, mentre attraversavano disordinatamente gli ultimi chilometri che le separavano dal Po, luogo immaginato di salvezza dall'avanzata dei carri armati alleati, commisero innumerevoli stragi ed eccidi, seminando distruzione e terrore nei villaggi e tra le comunità contadine che incontrarono sul loro cammino.

Tra le località che trascorsero l'ultimo giorno di guerra tra saccheggi ed eccidi vi furono i piccoli centri abitati di Ravadese, Case Vecchie e Pizzolese. Le testimonianze raccolte dopo la fine della guerra raccontano della brutale violenza che, nella giornata del 25 aprile, colpì quei borghi e dell'irriducibile crudeltà dei militari tedeschi, in ritirata attraverso le campagne: donne e bambini inseguiti e uccisi a freddo senza alcuna pietà, bombe a mano lanciate a casaccio nelle case, contadini colpiti senza ragione, trucidati nelle loro abitazioni, nei campi e nelle stalle mentre lavoravano, percossi con pugni e con i calci dei fucili, fucilati per rappresaglia o catturati e usati come scudo umano nel prosieguo della marcia verso il Po. Una violenza inaudita e del tutto ingiustificata, che lasciò sul terreno 30 morti, un numero imprecisato di feriti e intere frazioni completamente distrutte.

Testimonianza Maria Poli