Rastrellamento di Santa Maria in Duno

Dopo la battaglia e la rappresaglia di Sabbiuno di Piano, avvenute il 14 ottobre 1944, i fascisti attuarono un pesante rastrellamento tra Argelato, San Giorgio di Piano, Castel Maggiore e Bentivoglio. Le operazioni in quest'ultimo comune interessarono particolarmente la zona di Santa Maria in Duno. Circa 2.000 uomini furono fermati e condotti verso due destinazioni distinte: una parte giunse a piedi fino a Bologna, prima tappa in vista della deportazione in Germania; gli altri vennero condotti al cimitero di Casadio di Argelato e costretti a lavorare per le organizzazioni addette alla logistica dell'esercito tedesco.

Il rastrellamento colpiva un'area che aveva mostrato un largo sostegno alla Resistenza e intendeva prosciugare le riserve di militanti antifascisti attivi o potenziali. Tedeschi e fascisti, in tal modo, non solo punivano le comunità del posto, ma ottenevano il risultato di insinuare (o consolidare) dubbi e divisioni sull'opportunità di appoggiare i partigiani.