Progetto “Nei luoghi della Guerra e della Resistenza a Parma 2014 - Un itinerario di studio condotto da studenti per studenti”

Progetto promosso da: Comune di Parma / Servizi per la Scuola e Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma

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Anche quest’anno, per il nono anno consecutivo, abbiamo scelto di accogliere la sfida. Potrebbe essere possibile camminare per via Cavour, via Imbriani, piazza Garibaldi o il Giardino Pubblico insieme a una classe di studenti, magari non tanto interessati, coinvolgendoli in un racconto storico? Saremmo riusciti a superare il doppio ostacolo della distrazione e della noia, unendo il piacere di un tragitto pedonale nel cuore della città all’ascolto di una narrazione di vicende del passato, senza guastare una cosa con l’altra?

Così, presi nel gioco di questa sfida, abbiamo pensato di complicare ulteriormente la prova scegliendo un tema tra quelli più vicini al nostro tempo: gli anni della guerra e della Resistenza, dal 1943 al 1945. Già, perché se le visite guidate ai monumenti della città storica sono una pratica più che collaudata e di effetto sicuro, esplorare il centro urbano in cerca di segni quasi invisibili di un passato che si mimetizza nel presente è invece una faccenda piuttosto arrischiata e alquanto incerta.

L’idea di fondo era semplice, quasi banale, sebbene difficile da realizzare: i luoghi ci parlano del passato se noi sappiamo interrogarli. L’esistenza di altri esseri umani, che in un altro tempo hanno agito o subito in quel luogo, ci viene rivelata dalle tracce, talora nascoste, che essi vi hanno impresso. Ma quanto più quello spazio e quel tempo sono vicini allo spazio e al tempo che abitiamo, alla nostra consuetudine del luogo, tanto più difficile diventa per noi percepirvi la presenza dei segni e delle sopravvivenze del passato. Allora ci viene in aiuto il racconto e, come la favola permette ai bambini di fantasticare mondi impossibili, così la narrazione storica ci avvicina a un tempo che noi possiamo solo provare ad immaginare. Occorreva ancora stabilire a chi sarebbe toccato accompagnare le classi in questo viaggio nel tempo, aiutando i ragazzi a scoprire sotto la superficie della città di oggi gl’indizi e i segni di ciò che era accaduto - proprio lì - nei lunghi mesi dal settembre 1943 all’aprile 1945. Qui abbiamo avuto un’intuizione-chiave perché abbiamo capito che gli studenti avrebbero ascoltato con più attenzione i racconti e le parole di altri compagni, magari più grandi ma senza dubbio più simili a loro, piuttosto che quelli dei professori o degli storici. La proposta è piaciuta e molti studenti delle scuole superiori si sono offerti di svolgere questo compito impegnativo, sottoponendosi ad un periodo di formazione presso l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea che li ha messi in grado di guidare alla scoperta dei luoghi della memoria, della Resistenza e della guerra i compagni delle scuole medie.

Questi ultimi, da parte loro, sollecitati dagli insegnanti, si sono dimostrati altrettanto interessati alla proposta ed hanno saputo approfittare di questa occasione davvero unica di vedersi svelati antichi segreti di luoghi da sempre conosciuti.
Luoghi in cui, forse, erano stati condotti dai racconti delle persone anziane e che hanno, invece, potuto visitare in prima persona.

Molte le scuole che hanno partecipato, tanto l’assenso da parte degli insegnanti a questa proposta, all’idea di “fare” storia attraverso i “luoghi narrati” del nostro passato.

Subito dopo la guerra ma prima della televisione, in molte comunità dell’Italia contadina sopravviveva ancora l’abitudine di riunirsi la sera nelle stalle o nelle corti per raccontarsi i fatti del giorno. Ai più piccoli, insieme con le fiabe, gli adulti narravano le storie del loro passato: la fame, le migrazioni, le epidemie, le feste, i prodigi...

In quelle storie, consapevolmente o meno, essi trasmettevano alla generazione nuova la memoria di un tempo concluso, ma tuttora essenziale alla loro vita. Con il racconto rinnovavano anche l’impegno a perpetuarne la tradizione. Il progetto che insieme - studenti, insegnanti, ricercatori storici - siamo venuti costruendo assomiglia singolarmente a quella pratica così lontana eppure così familiare. I risultati davvero sorprendenti di questa inconsueta esperienza sono qui descritti dai ragazzi che l’hanno vissuta.

Mariastella Carpi e Federica Piola - Servizio Servizi per la Scuola Comune di Parma

Marco Minardi - Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma