La deportazione dei sappisti. Evaristo Saccani e Mario Vietta

Nel gennaio 1945 la 78° Brigata Garibaldi Sap subì colpi durissimi - arresti, deportazioni, uccisioni – fu quindi costretta ad abbandonare la pianura e trasferirsi sui monti dove assunse il nome di 178° Brigata Garibaldi Sap.

Tra le vittime della deportazione vi furono diversi sappisti, tra cui Evaristo Saccani e Mario Vietta. Saccani era nato a Sorbolo il 14 aprile 1911, di mestiere bracciante, sappista dal settembre 1944 col nome di battaglia “Pellico”: incaricato di sovraintendere l’attività partigiana a Coenzo, fu arrestato il 2 gennaio 1945 a seguito di una delazione. Vietta era più giovane, nato il 14 luglio 1925 a Mezzano Superiore, di professione manovale, fu arrestato il 10 dicembre 1944.

Entrambi subirono la stessa sorte: avviati verso il sistema concentrazionario, furono deportati a Mauthausen da dove non fecero più ritorno. In loro memoria il 10 gennaio 2020 sono state poste due pietre d’inciampo a Mezzani, rispettivamente in via argine destro del Parma 1 per Vietta e in viale Martiri della Libertà 1 per Saccani.