Via Carpi-Ravarino

Nella primavera del 1944 colpire le infrastrutture è un obiettivo fondamentale per la Resistenza modenese. I partigiani di Soliera mettono a segno diversi sabotaggi contro le strade e le ferrovie. Gli esplosivi, prodotti nel laboratorio clandestino di Emilio Po, non possono essere perfetti, ma provocano comunque danni alle strutture e ai veicoli dei tedeschi. I partigiani sfruttano questi attacchi per acquisire sicurezza e colpire i tedeschi senza ingaggiare scontri a fuoco. Il 6 giugno i gappisti decidono di interrompere le comunicazioni con un attacco massiccio. All’una di notte lungo la via Carpi-Ravarino costringono dieci civili addetti alla sorveglianza ad abbattere undici pali delle linee telegrafiche e telefoniche. Dopo aver rotto gli isolatori e tagliato i fili, intimano a tutti di rientrare alle proprie case senza fare denuncia. Due giorni dopo, i tedeschi e i fascisti reagiscono con un rastrellamento, deportando diversi ostaggi in Germania per il lavoro coatto.