TIMO

Il movimento antifascista aveva alcuni suoi uomini infiltrati nell’agenzia telefonica TIMO. Il 21 agosto 1944 alcuni di loro vennero arrestati e accusati di far parte della Resistenza. Portati nelle celle di Palazzo Rolli, sede della SD, la polizia politica tedesca, furono sottoposti a interrogatori e feroci torture.

Con l'occupazione tedesca di Parma del settembre 1943 anche la TIMO era passata sotto il controllo nazista. Nonostante il pericolo, la Resistenza era riuscita a formare un nucleo clandestino all'interno dell'azienda. Il gruppo poteva così accedere alle intercettazioni telefoniche, essenziali per avere informazioni sulle azioni nemiche e sugli imminenti ordini di arresto; aveva anche la possibilità di sabotare le linee telefoniche, tagliando i fili e abbattendo i pali. Nell’estate del 1944 il nucleo venne inquadrato nelle Squadre di Azione Patriottica (SAP). Ma in quegli stessi caldi mesi vennero arrestati diversi militanti dell’organizzazione clandestina. Alcuni di loro, Luigi Longhi e Gaudenzio Anselmo, rimasero in mano tedesca fino al settembre quando furono deportati in Germania nel campo di concentramento di Dachau. Il loro fu un viaggio senza ritorno. Altri, più fortunati, ritrovarono la libertà grazie ad uno scambio di prigionieri tra tedeschi e partigiani e continuarono il loro impegno resistente nella 31ª Brigata Garibaldi.

Testimonianza di Pilade Cremonesi