Stazione ferroviaria – Piazzale C. Battisti

Fin dal settembre 1943 l’attenzione dei primi organizzatori della Resistenza si rivolge verso i ferrovieri e gli operai della OGR come possibili volontari per ingrossare le file dei patrioti. Tra questi reclutatori, chi si dà particolarmente da fare è Gaetano Verdelli (“Nando” o “Mario”), l'allora segretario della nascente federazione del PCI, riuscendo a creare il gruppo più numeroso di partigiani in città. Questi luoghi diventano centri della Resistenza locale: secondo le memorie del partigiano Libero Angeli, vennero attuati sia sistematici sabotaggi delle linee ferroviarie e dei treni per rendere più difficili i trasporti di truppe e armi, sia una cospicua attività di spionaggio per favorire gli alleati attraverso la conoscenza degli spostamenti nemici.

A causa del loro importante valore strategico, tutti e tre i luoghi vengono quasi interamente rasi al suolo dai bombardamenti alleati, durante i quali troveranno la morte gli operai Pasquale Matteini e Bruno Pescetti.

Dopo la Liberazione saranno gli stessi operai, riunitisi nel “GRIVOFER” (Gruppo Ricostruttori Volontari della Ferrovia) grazie anche al fondo ERP (European Recovery Program) del Piano Marshall (uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione postbellica dell'Europa), a ricostruire le officine per ricominciare a lavorare il prima possibile.


 

Allegato 1

Dall’allegato n. 2 all’Ordine di attacco n. 156 del Quartier Generale del 301° Gruppo di Bombardamento Pesante Ufficio dell’Intelligence Officer, 26 novembre 1943

Gli scali ferroviari di Rimini sono di importanza tattica piuttosto che strategica. Questo è un punto vulnerabile sulla linea ferroviaria che è ubicata lungo la costa adriatica e che è sotto notevole sforzo per via dei rifornimenti alle riserve nemiche nella zona di Roma ed alle forze nemiche sulla linea del fronte. Questa ferrovia è stata interrotta in numerosi punti lungo il suo percorso, ma essi sono stati in continuazione riparati. Questo attacco su Rimini fa parte del nostro piano di azione che prevede un prolungato danneggiamento di tutte le linee nemiche di comunicazione.

Il nostro obiettivo acquista importanza per il fatto che la linea ferroviaria ubicata lungo la costa occidentale,è presentemente interrotta in diversi punti e che la linea ferroviaria che corre lungo l’Italia centrale è stata colpita anche da un recente attacco.

Il nostro obiettivo fu già una prima volta attaccato il 1° novembre 1943 da aerei ‘B-25’, ma le condizioni atmosferiche impedirono allora un accurato bombardamento e lo scalo ferroviario è presentemente utilizzabile quasi al 100%.

(brano tratto da La guerra a Rimini e sulla Linea gotica dal Foglia al Marecchia, a cura di Bruno Ghigi, Ed. Ghigi, Rimini, 1980; pagg. 166-167).