Polveriera

Nell’autunno del 1944 i tedeschi e i fascisti allestiscono in questo gruppo di fabbricati un deposito di munizioni. I partigiani di Soliera lo chiamano “la Polveriera”. Quando l’insurrezione generale sembra vicina, i gappisti organizzano un blitz per recuperare esplosivi: sono disposti ad aiutarli anche un sergente maggiore e un soldato, entrambi italiani, incaricati di vigilare sul deposito. Nella notte fra il 24 e il 25 ottobre i partigiani si radunano nelle campagne, pronti a penetrare nella “Polveriera”. Mentre i due militari feriscono mortalmente la sentinella, però, qualcuno dà l’allarme e il colpo fallisce. Prima di ritirarsi i gappisti attaccano un automezzo, uccidendo un tedesco e un fascista. La mattina successiva i nazisti si vendicano catturando Triestino Franciosi e poi proseguono lungo via Serrasina. Nella casa della famiglia Vecchi sorprendono il partigiano Ivo, che ha appena partecipato al blitz. Allestito un patibolo, impiccano proprio lì i due prigionieri.