Piazza Fratelli Sassi

Alle 14,30 del 3 novembre 1944 circa 200 partigiani, divisi in squadre, convergono da varie direzioni nella piazza di Soliera. Vogliono punire le autorità fasciste, che hanno appena precettato 800 operai per lavori di carattere militare. I gappisti e i sappisti occupano con facilità il paese: è una “liberazione dimostrativa”, che comunica al popolo la speranza di una rapida insurrezione generale. I partigiani entrano in municipio e, condotti i dipendenti nel Castello Campori, incendiano i registri dell’anagrafe, dello stato civile e del bestiame. Nel frattempo in piazza inizia la manifestazione popolare. Parecchie donne giungono da Limidi e dal capoluogo per chiedere distribuzioni di legna e grassi. Ben presto l’unione rafforza le dimostranti, che invocano la fine dei rastrellamenti e dei massacri. Fra gli oratori spiccano un’esponente dei Gruppi di Difesa della Donna e un militante del Fronte della Gioventù, che esortano la folla a lottare per la libertà al fianco dei partigiani.