Passo dell’Uccellino

Nei mesi dell’occupazione nazista oltrepassare i fiumi è un’attività pericolosa. I cacciabombardieri alleati spesso attaccano i ponti e scendono in picchiata per mitragliare i veicoli sospetti. I tedeschi li difendono con batterie contraeree e cercano di riparare i danni con strutture temporanee. I partigiani, invece, temono le piogge, poiché sono costretti al guado. Nell’autunno del 1944 attraversare il Secchia non sarebbe possibile se Adelmo Dalmari non concedesse passaggi sulla sua barca. Il 12 ottobre, però, nei pressi del Ponte Basso alcuni fascisti impongono al “traghettatore” di caricarli insieme a un ragazzo con le mani legate: è il partigiano Fernando Vezzelli, catturato poco prima. Sbarcati a Soliera, lo fucilano, poi chiedono a Dalmari di riportarli a Modena. Alla fine del viaggio, prima di allontanarsi, gettano in acqua il barcaiolo e fanno partire una raffica, che gli trapassa il ventre. Poco dopo alcuni partigiani cercano di salvargli la vita, ma il loro sforzo è vano.