Palazzo Vescovile - all'angolo con Corso Canalchiaro

Piazza Grande, chiamata Piazza Maggiore durante il regime fascista e Piazza della Repubblica durante la RSI, era il luogo più rappresentativo della vita cittadina.

Qui, accanto al Duomo e al Palazzo Comunale, tedeschi e fascisti fissarono il teatro delle pratiche più spietate della violenza in guerra: le esecuzioni e l'esposizione dei morti ammazzati, allo scopo di terrorizzare la popolazione civile.

Qui vennero uccisi il 30 luglio 1944, per rappresaglia dopo un sabotaggio ad automezzi tedeschi che aveva causato il ferimento di un militare, 20 partigiani e cittadini modenesi prelevati dalle carceri cittadine. Il giorno dopo, ancora per rappresaglia in seguito all'uccisione di un tedesco, furono fucilati altri cinque cittadini e partigiani sulla via Emilia Est, a poche centinaia di metri dalla chiesa di San Lazzaro.

Queste rappresaglie furono compiute in un periodo di dura repressione da parte nazista e fascista, che portò in poche settimane (tra la metà di luglio e la metà di agosto) alla eliminazione di ben 167 persone. L'episodio, il più cruento e, quantitativamente, più rilevante della città, inviava alla città di Modena precisi avvertimenti: non si collabora con i partigiani; ogni attentato avrà una risposta immediata.