Stazione ferroviaria - Piazza Dante Alighieri

Alle 7.30 del 22 giugno 1944 con il treno da Sassuolo arrivano alla Stazione delle Ferrovie Provinciali civili rastrellati dalle vie e dai ritrovi del paese. Sorvegliati da soldati tedeschi, i giovani saranno deportati in Germania per lavorare. Sullo stesso treno arrivano numerose anche le madri, che sperano di ottenerne la liberazione. All'arrivo alla stazione di Modena, con pianti e urla le donne inseguono il carro per salutare i figli, ma sono allontanate.
Fin dall'aprile nei loro volantini i Gruppi di difesa della donna modenesi incitano le donne a resistere alla deportazione di lavoratrici e lavoratori. Migliaia di operaie e operai scioperano presso le principali industrie: Manifattura Tabacchi, Maserati, Fiat, Corni, Acciaierie e Ferriere Orsi, Fonderia Valdevit, Officine Giusti. Nel settembre la propaganda dei GDD incita le modenesi ad opporsi «fermando i treni piombati, attaccando i posti di concentramento».
In tutto i deportati dalla provincia saranno 610, 83 mai più tornati.