Ex ippodromo - Viale Monte Kosica 91

Venerdì 13 aprile 1945 nell'ex ippodromo di Modena, sotto le tribune dello stadio comunale, viene fucilato un milite della Brigata nera colpevole di essere passato ai partigiani. All'alba di due giorni dopo, la madre parte da Spilamberto a piedi. Arrivata sul luogo dell'esecuzione, con l'aiuto di un passante raccoglie il corpo abbandonato del figlio e lo carica su un carretto che sospinge fino a Spilamberto, dove seppellirà la salma. Un altro dei suoi figli è stato ucciso in un rastrellamento.
L'esposizione dei cadaveri fa parte della strategia del terrore nazista e fascista. I funerali degli antifascisti, d'altra parte, sono considerati a tutti gli effetti azioni sovversive. Prendersi cura dei loro corpi, sottrarli a tedeschi e fascisti è anche una scelta politica, che i Gruppi di difesa della donna incoraggiano, invitando le donne modenesi a scendere «in lotta a fianco di questi gloriosi combattenti» e, se cadono, a strapparli «dalle mani degli aguzzini nazi-fascisti».