La Resistenza lontana: i busti delle medaglie d'Oro Mario Pasi e Primo Sarti. Piazza Caduti, angolo Via A. Baccarini

Nel cuore di quello che il regime fascista aveva destinato ad essere il nuovo Foro Littorio e che oggi si chiama Piazza dei Caduti per la Libertà, sotto il loggiato della Scuola Media Guido Novello si trovano collocati a vista, fin dal 1964, tre busti in bronzo dello scultore Angelo Biancini.

Ricordano tre Medaglie d'Oro conseguite da militari ravennati lontano dalla città, rispettivamente da Agamennone Vecchi nella Grande Guerra, dal dottore Mario Pasi in Trentino nel 1945 e dal Sottotenente di Marina Primo Sarti nel Mar Tirreno nell'aprile 1944.

Mario Pasi lavorò come medico dal 1938 al 1943 presso l'Ospedale di S. Chiara di Trento, anche con la qualifica di Tenente colonnello degli Alpini, fra la stima dei colleghi e l'affetto dei pazienti. Ma quando assunse l'incarico di segretario della Federazione comunista del Trentino e fece uscire i primi giornali clandestini dell'antifascismo sentì di dover lasciare l'impegno medico, per passare alla lotta armata fra le montagne del Bellunese, ove fu Commissario politico di un gruppo affiliato alla Brigata Garibaldi “Nannetti”. Catturato per una delazione nel dicembre del '44, dopo aver affrontato eroicamente mesi di orribili torture, fu impiccato dalle S.S. tedesche al Bosco dei Castagni (BL) il 10 marzo del 1945.

Primo Sarti era un brillante ufficiale di Marina che si era già guadagnato una medaglia d'Argento e una di Bronzo al V.M. durante il conflitto, raggiungendo il grado di Tenente di Vascello e di Comandante della motonave Umanitas.

Dopo l'armistizio si trovava di stanza alla base della Maddalena quando nell'aprile del 1944 fu inviato a consegnare il MAS 505 alla Marina francese in Corsica. Ma alcuni marinai, rimasti fedeli al fascismo, si ammutinarono, uccidendo il capitano ed un Sottotenente prima di scontrarsi con Primo Sarti che si batté contro di loro fino alla morte per non consegnare l'imbarcazione ai tedeschi.