FERRARA

La Ferrara bombardata - I luoghi del disastro

Sono 297 le incursioni aeree su Ferrara dal 1943 al 1945, di questi una trentina i bombardamenti a tappeto e provocano la morte di almeno 1070 vittime ufficiali. Il primo bombardamento su Ferrara avviene il 29 dicembre del 1943 alle 12.30, uccidendo 312 persone. Vengono colpite via Arianuova, corso Porta Po, via Argine Ducale, via Piangipane, via Ungarelli, via San Giacomo, via Ripagrande. Nel solo nel rifugio Porta Reno perdono la vita 77 persone. Il giorno seguente il “Corriere Padano” titola “La cieca furia dei gangster”.

Il secondo bombardamento avviene il 28 gennaio del 1944 alle 11.40, colpendo soprattutto la Stazione Ferroviaria, il quartiere Arianuova e Porta Po. Il tragico bilancio è di 202 morti e 172 feriti. Le abitazioni distrutte sono 140, le abitazioni “fortemente” danneggiate 150, le abitazioni “sensibilmente” danneggiate 180, le abitazioni “lievemente” danneggiate 270.

Si muore anche nei rifugi, come in quello di Piazza Sacrati, dove perdono la vita 26 persone, mentre sono 69 le vittime nel rifugio antiaereo di Banca d’Italia. Quattro detenuti rimangono sotto le macerie nel carcere di via Piangipane, venti persone muoiono al pronto soccorso di S. Anna dove erano state portate ancora vive.

L’ultimo gravissimo spezzonamento e mitragliamento è quello su San Martino, frazione a sud di Ferrara dove perdono la vita 66 persone, ma ancora il 24 aprile, a Pontelagoscuro, si mitraglia dall’alto mietendo una vittima.

Questo percorso è ovviamente una simbolica selezione di luoghi danneggiati o perduti cercando di raccontare i più “importanti” bombardamenti della seconda guerra mondiale a Ferrara. Sono stati scelti in base alla importanza architettonica e paesaggista dei luoghi nel cuore della città, del materiale fotografico in possesso, e all’interno di una logica di percorso urbano alla portata di scuole e gruppi di studio.

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