Le sorelle Jacchia

La presenza della famiglia Jacchia, di origine sefardita, è documentata a Cesena dal 01/10/1879.
Nel 1938 in Città c’erano Decio, 67 anni, commerciante; sua sorella Diana, 57 anni, nubile, insegnante di matematica, iscritta al Pnf dal 1929 e segretaria del fascio femminile; sua sorella Dina, 55 anni, nubile, modista, tutti residenti in Corso Comandini.
Il 17 dicembre 1943 Diana e Dina Jacchia furono arrestate da agenti del Commissariato di Cesena e trasportate all’Albergo Commercio a Forlì. Il 23 gennaio 1944 furono condotte a Ravenna, schedate assieme ad altri ebrei, e da qui portate al carcere di S. Vittore a Milano, da dove partirono il 30 gennaio 1944 insieme ad altri 605 deportati con il convoglio n. 6, che giunse ad Auschwitz il 6 febbraio. Le due donne furono uccise al loro arrivo al campo insieme alle loro cugine Forti (che da Bologna erano venute a Cesena nel 1943 nella speranza di essere più al sicuro):
Lucia, 64 anni, insegnante elementare radiata dalla scuola perché di razza ebraica;
Alda, 62 anni, casalinga, in possesso del solo diploma di quinta elementare;
Lina, 60 anni, casalinga;
Anna, 58 anni, artigiana.
Al vecchio civico 101 della stessa via abitava anche la famiglia di Alberto Mazalia.