La Resistenza sulla costa

Alla fine del 1943 in Romagna i primi gruppi di giovani renitenti e di antifascisti militanti optarono per convogliare ogni forma di resistenza organizzata sulle colline faentine, forlivesi e pesaresi, ritenendo la pianura non idonea ad ospitare iniziative di guerriglia permanente. È solo dopo il grande rastrellamento tedesco di metà aprile '44, e conseguente sbandamento dei partigiani, che anche nella pianura in prossimità della costa si ricompongono piccoli nuclei armati che insidiano, con attacchi a sorpresa e atti di sabotaggio, i convogli tedeschi in transito lungo la Statale Adriatica e sulla Via Emilia, diretti a rifornire le prime linee di combattimento nel riminese.

A partire dall’estate del 1944 i primi scioperi in campagna e le direttive di organizzazione emanate dal CUMER regionale danno luogo alle prime relazioni interprovinciali fra comandi militari di zona e favoriscono la nascita dei Distaccamenti partigiani territoriali e dei primi GAP, cioè di formazioni armate che agiscono clandestinamente, ciascuna nel proprio ambito locale meglio conosciuto. Dopo l’attacco alleato alla Linea Gotica di fine estate tutto il litorale adriatico verrà qui presidiato dalle truppe tedesche, con apposite strutture difensive, nel timore di uno sbarco alleato dietro le linee del fronte.

Così pure la faticosa risalita degli Alleati si può leggere oggi nei numerosi ed accurati cimiteri militari del Commonwealth che si trovano sparsi per la Romagna. Anche qui fu la rete dei servizi informativi e delle case di latitanza a far crescere la resistenza in pianura, che rispose all’ondata di stragi nazifasciste sotto l’incitamento della stampa clandestina, di relazioni tra Comandi provinciali partigiani e grazie alle armi giunte con i primi aviolanci alleati. Fu così possibile per la resistenza romagnola avviare fin dall’autunno ’44 una favorevole collaborazione lungo la costa, anche dopo il Proclama di Alexander del 13 novembre 1944, e indurre gli Alleati ad avanzate non previste.

Infine, pure l’inverno 1944-45 vide il movimento partigiano di queste zone combattere a fianco di Alleati e nuovo Esercito italiano, legittimato e riconosciuto dal comando dell’VIII Armata britannica, fino alla conclusione in primavera oltre le rive del Po.