Colorno, Piazza Garibaldi

Il 20 marzo 1945, alle prime luci del giorno, Colorno ebbe un brusco risveglio: una nuova incursione aerea degli Alleati. Questa volta le bombe caddero in piazza e colpirono in pieno la Caserma della Brigata Nera, già sede della locale stazione dei Carabineri, situata in una parte della Lungara, un edificio adibito a scuderie durante il periodo ducale che sorgeva nell'area dell'attuale Municipio, in prossimità dell'ingresso del Parco ducale. Il bilancio dell'azione fu pesantissimo: quattro militi morti ed uno ferito. La parte del fabbricato destinata a caserma venne, inoltre, completamente distrutta, senza peraltro provocare significativi danni strutturali alla restante parte della Lungara, al punto da far ipotizzare che l'esatta posizione dell'obiettivo fosse stata segnalata agli Alleati dalle locali Squadre di Azione Patriottica (Sap).

Il parroco del paese riporta nel suo Cronico che nessuno voleva prestarsi per estrarre le vittime dalle macerie, tanto che dovette provvedervi lui stesso, insieme al cappellano e a pochi altri volenterosi giunti in soccorso. Erano, infatti, trascorsi solo due giorni dall'eccidio di Soragna, dove per rappresaglia erano stati fucilati dalle Brigate Nere quattro giovani sappisti di Colorno, per cui il risentimento e la rabbia verso i nazifascisti erano al culmine. Tanti erano, inoltre, i partigiani e gli antifascisti del paese che tra le mura di quella Caserma erano stati brutalmente picchiati e torturati o rinchiusi per giorni nelle celle di sicurezza, in attesa di essere interrogati dalle Brigate Nere.

All'incirca due mesi dopo, Piazza Garibaldi e le strade immediatamente limitrofe sarebbero state teatro dell'ultimo bombardamento alleato, appena prima della liberazione del paese da parte degli americani. La sera del 23 aprile, intorno alle 23, un caccia alleato, che gli abitanti della Bassa erano soliti chiamare “Pippo” per esorcizzare la paura, sganciò in pieno centro, sulla piazza e sulla vicina via Giordani – oggi via Matteotti – , un fascio di spezzoni, distruggendo un fabbricato e lesionandone un altro. Per lo spostamento d'aria, i vetri di tutti gli edifici del circondario andarono in frantumi, mentre un'intera famiglia di cinque persone dovette essere trasferita nel vicino ospedale per le gravi ferite riportate. Tutta Colorno passò una notte di paura in attesa degli eventi, ma poco dopo quell'ultima incursione aerea, i carri armati americani entrarono in paese.

Il mattino seguente, Piazza Garibaldi sembrava un campo di battaglia, ma tutto il paese era in festa, mentre i tedeschi fuggivano disordinatamente verso il Po. Ma la guerra non era ancora finita. Quella stessa sera i tedeschi tentarono un'ultima sortita: il silenzio della notte fu squarciato da sorde raffiche di mitraglia interrotte da alcuni colpi di cannone, mentre dalla piazza si alzavano alte fiamme. Un carro armato tedesco appena giunto da Parma era saltato in aria, sviluppando un vasto incendio in cui trovarono la morte due militari americani. La mattina seguente, oltre a loro, erano sparsi per le vie del paese altri quattro morti, tre tedeschi e un milite fascista. Nelle campagne verso il Po si sparava ancora, ma Colorno era finalmente libera!

Testimonianza Resistenza a Colorno 3

Testimonianza tratta dal cronico di don Edmondo Barchi­