Caseificio Omomorto

Il 23 marzo 1945 le forze naziste e le Brigate nere della Bassa modenese iniziano un rastrellamento nella zona di Soliera. Un gruppo di partigiani è partito da poche ore per raggiungere la zona di Montefiorino, ma tanti altri membri e sostenitori della Resistenza sono rimasti nella Prima zona. Un ventenne della Brigata Ivan, Eros Veronesi, viene catturato e fucilato nei pressi del Caseificio Omomorto. Nel corso di un combattimento, però, le squadre gappiste respingono le truppe nemiche, lasciando sul terreno quattro morti. Gli sforzi dei partigiani non fanno tuttavia desistere i tedeschi e i fascisti, che due giorni dopo riprendono le operazioni. Due spie locali favoriscono la cattura di diversi ostaggi, rinchiusi in una cascina fra Limidi e Cortile per gli interrogatori e le torture. Fra il 25 e il 29 marzo questi prigionieri vengono eliminati insieme alle spie che li hanno segnalati ai rastrellatori. Le fucilazioni avvengono in luoghi diversi della pianura e della Bassa modenese.