Casa Vigevani - Via Pietro Giordani 8

Enrica Amar, 21 anni, Rolando Vigevani, 40 anni, e il loro piccolo Tullo di appena un anno furono travolti, come molti, dagli eventi dell'8 settembre 1943. Poche settimane dopo l’armistizio i tedeschi si presentarono alla porta intimando loro di non allontanarsi, pena l'arresto. Improvvisamente tutto divenne chiaro e il pericolo imminente. Furono giorni caotici: provvedere in brevissimo tempo a ciò che richiedeva settimane rese la situazione surreale. L'unica certezza era quella di non farsi più trovare dai militari tedeschi o dalla polizia fascista. L'aiuto fornito loro da Pellegrino Riccardi, magistrato e antifascista, risultò decisivo e la coppia poté arrivare clandestinamente in Svizzera, raggiunta dal figlio diversi mesi più tardi, il 12 febbraio 1944, quando la situazione sembrò stabilizzarsi. Riccardi e la sua famiglia avevano accudito il bambino per tutto quel tempo. Insieme agli altri ebrei rifugiati oltr'Alpe, i Vigevani attesero la fine della guerra, quando fecero ritorno a Parma.

Pellegrino Riccardi fu riconosciuto Giusto delle nazioni.