Ex carceri di San Francesco, Strada Pietro del Prato

Nel complesso di San Francesco si trovava il carcere cittadino, luogo di detenzione di criminali comuni ma anche e soprattutto di dissidenti politici, partigiani e persone a vario titolo invise ai nazifascisti.

Un’ala della prigione venne colpita dalle bombe alleate il 13 maggio 1944. Le vittime dell’attacco furono più di 50, ma vi fu anche chi sopravvisse e chi ne approfittò per fuggire, spesso prendendo la via delle montagne per unirsi ai partigiani.

Tra i fuggitivi figurò anche il cappellano parmense don Giuseppe Cavalli, imprigionato per la sua attività antifascista. Proprio in cella egli conobbe gli ammiragli Inigo Campioni e Luigi Mascherpa, catturati dopo l’8 settembre per aver combattuto contro i tedeschi nell’Egeo. Entrambi, al momento del bombardamento, scelsero di non scappare dal carcere, andando così incontro alla fucilazione per essersi opposti militarmente alle truppe germaniche.

Sempre nel complesso di San Francesco, nei sotterranei di Palazzo Cusani, si trovava poi un rifugio antiaereo di 140 posti. In quello stesso luogo oggi ha sede il «Club dei 27» degli appassionati verdiani.

Testimonianza di don Giuseppe Cavalli sul bombardamento del 13 maggio 1944, mentre si trovava nelle carceri di San Francesco