Biblioteca Palatina - Piazza della Pilotta, 3

All'indomani dell’8 settembre 1943, con la nascita della Repubblica sociale italiana nei territori occupati dall'esercito tedesco, tutti i beni mobili e immobili appartenenti a ebrei furono sequestrati.

A Parma, nei giorni successivi l’armistizio, il presidente della comunità ebraica Giacomo Camerini, aiutato da un gruppo di antifascisti, provvide a trasferire e occultare il corredo di oggetti sacri della sinagoga presso la Biblioteca Palatina. Questi si andarono ad aggiungere alla preziosa raccolta composta da 1612 manoscritti ebraici miniati di grandissimo valore storico, religioso e artistico.

In seguito l’arredamento del tempio sarebbe stato sequestrato dalle autorità e depositato presso un magazzino cittadino.

Il 20 maggio 1945 Giacomo Ferrari, prefetto di Parma nominato dal Comitato di liberazione nazionale, ordinò la restituzione di tutti i beni confiscati agli ebrei.

Oggi molti degli oggetti sacri sono conservati presso il Museo ebraico “Fausto Levi” di Soragna (Parma).